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venerdì 15 febbraio 2008

Un candidato: VELTRONI

Conosciamo meglio i nostri politici: chi è Walter Veltroni?





Biografia



Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta, scomparso quando Walter aveva un anno. Sua madre, Ivanka Kotnik, era figlia dello sloveno Ciril Kotnik, ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede, che dopo l'armistizio del 1943 aiutò numerosi ebrei romani a scappare dalla persecuzione nazifascista. Si avvicinò, come il padre, al mondo del cinema e successivamente maturò le prime esperienze politiche. Walter Veltroni si è diplomato all'Istituto di cinematografia di Roma e ha iniziato a fare politica come segretario della cellula Fgci della scuola. Non si iscrisse all'università e nel 1976, a ventun'anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI (Partito Comunista Italiano), mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste si dichiarò favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista, qualifica che conseguì però il 12 luglio 1995, già quarantenne.
Nel
1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu tuttavia sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che, in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.


Walter Veltroni al Campidoglio a Roma

I risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali gli sono stati riconosciuti in Francia, dove fu insignito, nel maggio 2000, della Legion d'Onore. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma: Veltroni fu eletto con il 53% dei voti. Nel maggio 2003 fu assegnata a Veltroni la laurea honoris causa in "Public services" dalla John Cabot University di Roma. Nel 2005 si è recato negli Stati Uniti per incontrare il senatore democratico dell'Illinois Barack Obama, di cui è stato uno dei primi sostenitori in Italia e per il quale ha scritto la prefazione al libro autobiografico L'audacia della speranza nel 2007. Pur essendo non-credente ("credo di non credere"), da sindaco di Roma diede la cittadinanza onoraria a Papa Giovanni Paolo II e propose di intitolargli, subito dopo la sua morte, la stazione Termini. Nel gennaio 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce.
Il
29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti, miglior risultato nella storia delle elezioni comunali di Roma da quanto è prevista l'elezione diretta del Sindaco, risultato grazie al quale ha battuto il candidato della Casa delle Libertà Gianni Alemanno.
Dal
23 maggio 2007 è entrato a far parte del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce 45 membri, i leader delle componenti del PD. A seguito di una serie di confronti tra le anime del nascente PD, viene individuato in Walter Veltroni il candidato designato alla guida del nuovo partito, sostenuto dalla larga parte della Quercia e da ampi settori della Margherita, affiancato, in ticket, da Dario Franceschini, presidente dei deputati dell'Ulivo. Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D'Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD. Veltroni presenta la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico il 27 giugno in un discorso al "Lingotto" di Torino, sottolineando i quattro temi chiave del nuovo partito: ambiente, patto generazionale, formazione, sicurezza. La nascita del Partito Democratico è avvenuta ufficialmente il 14 ottobre 2007 con le primarie del Partito Democratico, alle quali hanno partecipato oltre tre milioni di cittadini. Veltroni è stato eletto segretario con il 75% dei consensi: la sua nomina è stata ratificata dai membri dell'Assemblea Costituente Nazionale il 27 ottobre seguente.



Attività e esperienze culturali



Quando fu eletto sindaco di Roma, Veltroni promosse attività culturali in collaborazione con le scuole della capitale: nel 2004, ad esempio, inaugurò con gli studenti delle scuole romane una serie di viaggi in paesi dell'Africa volti a sensibilizzare gli studenti sul tema della povertà nel Terzo Mondo e per donare, con i soldi raccolti dagli studenti, nuove strutture, specialmente scuole, ai paesi visitati. Il primo viaggio, svoltosi nel 2004, ha avuto come meta il Mozambico, il secondo, del 2005, si è svolto in Rwanda, il terzo, del 2007, è stato in Malawi. Nel 2007 invece scrisse il soggetto di un corto per il programma ScreenSaver di Rai Tre che è stato sviluppato con i ragazzi della sua ex-scuola media.
Appassionato di pallacanestro e tifoso della Virtus Roma, il 7 novembre 2006 è stato nominato Presidente Onorario della Lega Basket. Ha inoltre appoggiato la costruzione di diversi nuovi impianti sportivi e la candidatura di Roma per le Olimpiadi estive del 2020 (inizialmente prevista per il 2016, poi posticipata). Sempre nel 2006 si è fatto promotore di CINEMA. Festa Internazionale di Roma, festival cinematografico della capitale la cui prima edizione si è tenuta a ottobre dello stesso anno.


Critiche e aspetti controversi





Pur avendo militato per anni nel PCI, in più di un'occasione ha ammesso pubblicamente di non essere mai stato veramente comunista: una delle sue dichiarazioni più famose infatti dice «Si poteva stare nel Pci senza essere comunisti. Era possibile, è stato così» (1995). In un'intervista di Gianni Riotta al quotidiano La Stampa (1999) dichiarò «Comunismo e libertà sono stati incompatibili. Questa è la grande tragedia dopo Auschwitz». E ancora: «Io ero un ragazzo, allora, ma consideravo Breznev un avversario, la sua dittatura un nemico da abbattere».
Particolare è pure il suo rapporto con il Cattolicesimo: pur essendo dichiaratamente ateo, da direttore de L'Unità allegò i Vangeli al quotidiano, ed in seguito compì pellegrinaggi sulle tombe di don Lorenzo Milani e don Giuseppe Dossetti, che non casualmente sono due tra i piu' significativi rappresentanti della sinistra cattolica.
Ospite della trasmissione Che tempo che fa (8 gennaio 2006) Veltroni dichiarò che, in caso di rielezione a sindaco di Roma, avrebbe concluso la sua carriera politica alla fine del mandato, ovvero nel 2011, per poi accettare, pochi mesi dopo, la segreteria del Partito Democratico.
In un'intervista del settembre 2007 alla trasmissione televisiva Le invasioni barbariche, all'affermazione della conduttrice che a Treviso le strade sono più curate che a Roma, Veltroni rispose: «Sì, ma per niente al mondo scambierei il concetto di integrazione che c'è a Treviso con quello che abbiamo a Roma». Questa critica rivolta alla provincia veneta, prima in Italia nel 2006 in fatto di integrazione razziale secondo la Caritas, provocò reazioni bipartisan tra i politici locali. Il presidente della provincia Leonardo Muraro successivamente invitò Veltroni a scusarsi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salta all'occhio che non ha alcuna condanna né processo in corso.
E' pulito, il politico meglio sposato con la legalità.

Anonimo ha detto...

Suggerisco di aggiungere alla biografia di Veltroni luogo e data di nascita (Roma, 3.7.1955) e di accennare alle sue buone doti letterarie: dopo svariati saggi si è cimentato con la narrativa, scrivendo un libro di racconti (la misura che secondo me gli è più congeniale) “Senza Patricio”(2004) e un romanzo tra il giallo e il fantastico “La scoperta dell’alba”(2004).
Nel cappello di presentazione del circolo non si potrebbe usare l’espressione “si può fare” lasciando “we can” ad Obama?..
Grazie a Fabio per questo bel blog, spero che anche noi “diversamente giovani” impareremo ad usarlo.
Riccarda
17.2.08