

Il Consiglio dei ministri ha approvato stasera il decreto legislativo che dà attuazione alla legge del 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Rivisitazione e coordinamento delle attività di vigilanza. Creazione di un sistema informativo, pubblico ma al quale partecipano le parti sociali, per la condivisione e la circolazione di notizie sugli infortuni, sulle ispezioni e sulle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, utile anche a indirizzare le azioni pubbliche.
- Finanziamento delle azioni promozionali private e pubbliche, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, tra le quali l’inserimento nei programmi scolastici e universitari della materia della salute e sicurezza sul lavoro.
- Revisione del sistema delle sanzioni: è stata prevista la pena dell’arresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività con elevata pericolosità. Il datore di lavoro che cominci ad eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all’obbligo violato ottiene, nel primo caso, una riduzione della pena, nel secondo caso la sostituzione della pena con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 euro a un massimo di 24.000. (Ovviamente tale possibilità è esclusa quando il datore di lavoro sia recidivo o si siano determinate, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro con danni alla salute del lavoratore).
TESI:
Per il ministro del Lavoro Cesare Damiano, "le sanzioni introdotte si muovono da una logica semplice: la proporzionalità alla violazione. Il sistema sanzionatorio è estremamente calibrato; potenziamo un'apparato di prevenzione, formazione e controllo”.
Con il testo unico, inoltre, si porta alla “semplificazione di tutta la norma che andrà a vantaggio del sistema delle imprese. Mentre per quanto riguarda l'apparato sanzionatorio abbiamo svolto un'azione di definizione con grande equilibrio. Il decreto va abbinato all'opera precedente che è sviluppata soprattutto per combattere il lavoro nero e l'irregolarità, fonte primaria di incidenti”. Il provvedimento di oggi - ha aggiunto - punta molto sulla prevenzione realizzando anche una semplificazione della normativa e ciò a vantaggio delle imprese” conlude Damiano.
ANTITESI:
Le imprese non accettano. Anche perché - a loro avviso - non farà aumentare la sicurezza. «Così si rischia di non salvare una vita in più»; gli imprenditori - ha spiegato il presidente di Confindustria - chiedono «pene anche durissime per chi non si attiene alle regole, ma occorrono regole chiare».


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