E' chiaro che l'adesione di ciascuno di noi al partito, significa l'adesione al programma, e significa che in campagna elettorale si ha il dovere di difenderne e di propagandarne il contenuto. Ciò non toglie che l'esercizio della discussione è utile a dimostrare la natura democratica del partito: una associazione plurale, composta da diverse culture, tra loro legate dall'obbligo di aderire ai principi etici comuni.
Far capire questo concetto significa attirare le persone che cercano qualcosa di nuovo nella politica italiana, e con il PD seguono una organizzazione in cui il programma non è calato da un monarca che sa tutto, ma è condiviso e discusso dalla base. Sono convinta che se qualcuno ha simpatie politiche altre, può darsi che sia comunque attratto dalle possibilità di esprimere se stesso.
L'esercizio del dibattito serve inoltre a chiarire la differenza dei programmi. Il Partito Democratico persegue infatti obbiettivi di giustizia sociale, di difesa del welfare e del ruolo dello Stato; è più liberale su questioni morali e sociali di quanto sia la destra. Dal dibattito si capiscono le differenze nella visione delle relazioni internazionali, nelle politiche fiscali, sui grandi problemi ambientali ecc. ecc.
Infine per quanto riguarda la rappresentanza femminile in Parlamento segnalo una rivoluzione per questo paese: il PD candida il 42% di donne nelle sue liste. Si stima che il 30% degli eletti sarà donna. Se questo fosse stato attuato da altri partiti in Italia, finalmente avrebbe realizzato ciò che l'Europa chiede: almeno il 30% di donne nella posizione in cui si decide.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Benedetta Castelli
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Benedetta Castelli
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>(coordinamento del circolo)


1 commento:
Cara Benedetta, leggo le tue parole e vedo una lunga militanza, passata indenne ai tanti cambiamenti, ed ancora viva e rinnovata dalla nascita del PD.
Anche io mi sento una militante, di vecchio corso, ma non riesco a condividere come fai tu alcune delle cose da te scritte.
Il 42% di DONNE candidate, si era parlato del 50%.
Il 30% di queste donne forse occuperà i banchi parlamentari del PD, si era detto il 50%.
A me non basta e non dimentico le promesse.
Uno sforzo in più SI POTEVA FARE.
Nel mio circolo, non si è votato il PROGRAMMA, nel mio circolo non si sono discusse le CANDIDATURE.
Nel mio partito che è anche il tuo, io non mi sono sentita coinvolta come avrei voluto.
Nel passato le cose non andavano poi diversamente.
La NOVITA' oggi, è che abbiamo un LEADER forte, un ottimo comunicatore.
Ma noi dalla BASE non possiamo far altro che sperare che dal loft di piazza Sant'Anastasia escano DECISIONI, decisioni valide, e di questo che abbiamo bisogno.
Veltroni si è l'ultima SPERANZA!
Paola
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