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venerdì 21 marzo 2008

Lui piace così

Ci scrive Luigi Casciato...

Non ha molto costrutto l'indignarsi sulle battutacce del Silvio. Lui piace così! L'italica Gens tale lo vuole, ricco e pure sfacciato. A loro diverte questo amabile gaffeur e lui - da bravo impresario - accontenta il pubblico dei suoi spettacoli tv di quart'ordine.
Non c'è niente di improvvisato nel personaggio, ogni uscita è studiata a tavolino: data per la volgarità di un italiota, lui dirà per titillarne gli istinti più bassi. Ragion per cui: non lanciamo il solito abusatissimo "si vergogni!" sull'uomo che è l'emblema di un popolo, il suo pulcinella vivente, ma rassegnamoci ad entrambe. Il che significa non lottare? No.
C'è qualcosa che possiamo fare: essere, ognuno di noi, in ogni momento della nostra vita, l'opposto di ciò che lui è e che loro sono. Comunicare cioè a chiunque voglia capire che siamo una minoranza, ma ESISTIAMO: noi siamo i testimoni della giustizia in questo Paese, del rispetto della legge, della preservazione delle sue bellezze naturali e ricchezze culturali, e soprattutto della buona educazione. Tutto ciò insomma che una volta si chiamava "educazione civica" e che ora invece va sotto il nome di "comunismo".


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Luigi Casciato

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Cari amici del circolo e non, vorrei esprimermi nuovamente in merito all'anonimato. Ho notato con piacere come ci siamo confrontati con l'ultimo anonimo che ha commentato su questo blog. Ciò nonostante ci tengo a ribadire che l'anonimato è importante, che il popolo, la folla: loro sono anonimi. E l'anonimo è colui il quale non è schedabile, rintracciabile, censurabile. E' la voce più sincera che noi dobbiamo ascoltare. Non è più veritiera della mia o di Enzo o di Riccarda, e per questo è la più difficile da affrontare, perchè ci porta la differenza.
Continuo ad invitare tutti a firmare i propri interventi, ma, dall'alttra parte, ad accettare chi vuol rimanere al di fuori del modo usuale che usiamo per confrontarci.
Fabio Fichi

Anonimo ha detto...

e ha ragione da vendere chi ha scritto questo articolo, noi ci dobbiamo contraddistinguere per quello che realmente siamo, la nostra etica, il nostro rispetto per le persone e per l'ambiente,l'accettare le minoranze ovviamente senza alcuna discriminazione, l'impegno sociale, ecco, ne ho discusso proprio stamattina con un mio amico: la sommatoria di queste caratteristiche potrebbe connotarci come persone di "sinistra", genere al quale sono fiera di appartenere, e se il caimano ci offende e ci deride, è un motivo in piu' per rimanere fedeli a cio' in cui credo.. buona serata a tutti..

Anonimo ha detto...

l'articolo di Casciato, al di là di ogni considerazione in merito, porta alla rassegnazione ed all'accettazione di un ruolo di testimonianza che proprio non ci si addice. Noi vogliamo essere una forza maggioritaria e governare questo paese riformandolo a fondo anche nel sentire comune della sua gente.
Quando si parla di Berlusconi non ci si può limitare agli aspetti folcloristici del personaggio ma ricordare la sua storia :come ha fatto fortuna grazie all'appoggio incondizionato di Craxi ,alla disinvoltura con cui sotto la bandiera del liberalismo cura i suoi affari monopolistici, come grazie alla discesa in campo ha risollevato le sorti del suo impero economico portandolo dal quasi fallimento agli inizi degli anni novanta al fortissimo attivo degli ultimi anni.Quindi non dobbiamo mitizzare il personaggio per le sue "battute" ma considerarlo come un soggetto molto pericoloso ,privo di scrupoli,in grado di portare colpi pesanti alla nostra democrazia;sinteticamente lo identificherei con uno dei vari "capopopoli" sudamericani giunti al potere negli ultimi decenni.
Liberiamoci da questa metastasi!

Anonimo ha detto...

Enzo Turco per piacere, le solite frasi fatte... tu vuoi "diventare maggioranza". E io no? Io non vorrei vivere in quel meraviglioso Paese in cui fosse maggioranza il cittadino colto, consapevole, amante del bello? E ho forse detto che non si può fare nulla? Il sottoscritto ha solo disegnato un piccolo, dilettantesco ritratto naturalistico di un popolo e del suo simbolo, della sua epitome chiamata: Berlusconi. Quindi - trattandosi di fenomeno antropologico - per cambiare (ammesso poi che si cambi in meglio) è ovvio che occorrerà il tempo di imprecisate generazioni. E non sarà certo un abborracciato partito politico a rimuovere una forma sociologica tanto stratificata, tanto meno il Partito Democratico, dai! Io non sono al fiele come "Anonimo", voterò PD perchè non ho di meglio ma non vivo neanche nel mondo delle favole, e le porcherie le vedo, non c'è nessuna palingenesi, siamo "italiani" anche noi: un pò migliori ma poco poco, come Kaori. Il cambiamento di una società nasce sempre per flussi e correnti di idee e circostanze profonde, non per un premier o un paio di ministri più decenti. Guarda, mentre scrivo m'è venuta in mente una frase di Veltroni che calza proprio: "sono le maree della storia, con il loro fluire, che decidono la collocazione delle idee della politica". Per cui, in conclusione, e questo era il senso del mio dire: io intanto continuo a essere un buon cittadino (nelle innumerevoli branche di questo termine: lavoratore, padre, contribuente, automobilista, ecc.), intanto voto per il meno peggio che ho a disposizione [il voto è il massimo del minimo che posso concedergli, come spiego di seguito] e intanto aspetto - lo dice del resto anche Walter - "che ritornino in superficie idee che hanno riposato per decine di anni sulla sabbia limacciosa del fondo". Lui si riferisce al programma politico radicale (lo vogliamo chiamare "di sinistra" o è troppo una parolaccia?) di Robert Kennedy, il suo idolo ma devo dire il MIO idolo, perchè di quelle idee progressiste, di quella tensione morale non v'è traccia nel programma del PD. Ti credo, sono in fondo al mare.