Un anonimo ci invita a riflettere su personaggi (nelle liste del PD) come Maria Grazia Laganà e Vladimiro Crisafulli.
Maria Grazia Laganà (Locri, 17 maggio 1959) è medico e deputata del PD. È vedova di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso dalla 'Ndrangheta il 16 ottobre 2005.A seguito della morte del marito, medico ed esponente della Margherita, Maria Grazia Laganà viene eletta deputato a seguito delle elezioni politiche del 2006, candidata nella lista dell'Ulivo nella circoscrizione Calabria.
E' stata iscritta nel registro degli indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione ad appalti nel settore della sanità. Tale avviso di garanzia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria è da mettere in relazione alle indagini sulle infiltrazioni mafiose nell'ASL di Locri, di cui Laganà è stata vicedirettrice.
L'accusa riguarda l'acquisto, non concluso, di una fornitura di farmaci per l'Azienda ospedaliera dalla casa farmaceutica Medinex, per un importo di circa 200 mila euro. Nel corso dell'interrogatorio, svoltosi il 3 marzo 2007, la Laganà si è avvalsa della facoltà di non rispondere, facendo dichiarazioni spontanee e presentando una memoria, nella quale si sostiene che dato l'incarico occupato all'interno dell'ASL, non aveva alcun potere di intervento sugli acquisti di farmaci e viene sollevata una questione di competenza fuzionale e territoriale. (Wikipedia)
Vladimiro Crisafulli (Enna, 28 dicembre 1950) è un politico italiano.
Esponente del PCI prima, del PDS e dei DS dopo, del PD ora, è ampiamente noto come Mirello Crisafulli.
Già consigliere della Provincia di Enna, è stato deputato all'Assemblea Regionale Siciliana e, nella legislatura XIII (2001-2006), vicepresidente dell'Assemblea.
Esponente del PCI prima, del PDS e dei DS dopo, del PD ora, è ampiamente noto come Mirello Crisafulli.
Già consigliere della Provincia di Enna, è stato deputato all'Assemblea Regionale Siciliana e, nella legislatura XIII (2001-2006), vicepresidente dell'Assemblea.
È stato assessore regionale alla Presidenza (1998-2000). Nel 2002 è stato indagato dalla Procura di Enna per concorso esterno in associazione mafiosa e si è autosospeso da vice presidente dell'Ars. L'indagine è stata poi archiviata dalla Procura.
Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto deputato alla Camera nella XXV circoscrizione (Sicilia Orientale) nelle liste dell'Ulivo. È componente del Consiglio di Amministrazione dell'Università Kore di Enna e della società d'Ambito per l'igiene ambientale "EnnaUno". (Wikipedia)
Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto deputato alla Camera nella XXV circoscrizione (Sicilia Orientale) nelle liste dell'Ulivo. È componente del Consiglio di Amministrazione dell'Università Kore di Enna e della società d'Ambito per l'igiene ambientale "EnnaUno". (Wikipedia)
Tra l'altro il Pd esclude dalle liste Peppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, e ripropone Mirello Crisafulli, intercettato e filmato in compagnia di un boss mafioso.
Ma l’esclusione di Peppe Lumia non è l’unico neo che si ravvisa nella compilazione delle liste del Pd in Sicilia. Fa rumore, infatti, anche la decisione di candidare la figlia ventiseienne dell’ex ministro Salvatore Cardinale. Parla Renato Ruggero, membro dell’Assemblea Costituente Regionale del Pd siciliano: «Portare in Parlamento la figlia senza meriti e a tutti sconosciuta di un ras politico costretto a non candidarsi in prima persona per la sesta volta da un regolamento sacrosanto – afferma - è un comportamento di agghiacciante arroganza, autolesionistica stupidità e indifendibile debolezza che se non fermato immediatamente arrecherà danni elettorali gravissimi». (LiberoReporter)



4 commenti:
da Il Cannocchiale di Gabriele Cerulli
CANDIDATURE PD, ARRIVANO LE VEDOVE
Lo avevo previsto l'indomani della caduta del governo Prodi, a proposito di candidature. Anna D'Antona e Rosa Calipari sono in lizza per un posto da capolista alla Camera per il Pd. Vedove eccellenti al servizio dei sinistri, puntualmente la storia si ripete. Mi auguro che Storace metta da parte il concetto di "senso dello stato", che non ho mai digerito semplicemente perchè non esiste. E' come quella sensazione di fastidioso gonfiore provocato magari da un alto tasso di umidità. Eppure la prima cosa che pensi è quello che hai mangiato. Niente. Serve ad imbacuccare cervelli che non pensano, menti idiote ed una piccola percentuale di persone che invece lo comprendono nel suo significato più forte e recondito. Fino a restarne vittima. Forse è quanto accaduto anche allo sfortunato Nicola Calipari. Per essere a quei livelli d'intelligence non puoi non avere un fortissimo senso dello stato, vero e profondo, cognitivo e non percettivo. Affermando che non esiste, per me ovviamente, nel profondo di me stesso trovano spazio altre cose, ma nutro enorme rispetto verso i "veri", da qualunque parte essi stiano. Ecco spiegato il mio moto rabbioso verso queste candidature. Verso chi le offre e chi le accetta. Credo sia il peggior modo di onorare la memoria. In assoluto. Una cosa è certa ed oggettiva, il fortissimo senso dello stato non stà mai a sinistra! Laddove, quando la storia sorride, ci si appropria dei mezzi dello stato per tutelare e garantire se stessi. Ne sanno qualcosa nell'intero est europa, vittima secolare dello strapotere russo. Ne sà qualcosa il parlamentare ungherese Imre Nagy, ucciso dai compagni, i suoi compagni, su ordine del Comitato comunista sovietico, di cui era un componente anche Palmiro Togliatti. Giusto per mettere a tacere coloro che continuano, imperterriti, ad asserire che il comunismo italiano è un'altra cosa, è diverso. Ne sanno qualcosa a Cuba da mezzo secolo e chissà ancora per quanto tempo. Rosa Calipari, se non sarà capolista del Pd in Abruzzo, lo sarà altrove e se non sarà capolista, sarà comunque candidata nelle fila di un partito, accanto a uomini e donne che hanno gettato fiumi di veleni sull'operazione irachena, di cui il marito ne era in sua parte protagonista...Non è questione di essere daccordo o meno sulla missione, non centra niente, è per una questione etica e morale che Rosa Calipari avrebbe dovuto declinare l'inqualificabile invito di Veltroni. Anna D'Antona è invece una veterana di queste cose. Lei ha già governato fianco a fianco di Rossi e Turigliatto, i senatori espressi dalla sinistra no global, fondamentalmente pacifista e lo dico da convinto, ma pur sempre l'ultimo gradino prima di fare il salto del fosso nella lotta armata. Questo non può negarlo nessuno. Come se parlassimo di droga. Il 5% di chi fa' uso di cannabis e marijuana diventa eroinomane, ma la percentuale di chi comincia bucarsi come prima esperienza neanche è possibile calcolarla.
Su Pescara, in occasione delle amministrative, sarà candidato il figlio del giudice Alessandrini, assassinato da un commando di Prima Linea trentanni fa. Nello specifico la situazione sarebbe diversa, se non fosse che i Veltroni, i D'Alema, i Violante, i Rutelli, la Bonino e compagni, a quell'epoca erano già in politica e rappresentavano la sinistra parlamentare, molto vicina a quella extraparlamentare che ha prodotto gli anni di piombo. Aldo Moro fu ucciso perchè la Russia non voleva, al pari degli andreottiani, che i comunisti entrassero nel governi. Se fosse accaduto avrebbero perso forza rispetto alle proprie popolazioni. Come giustificare che in un paese occidentale il partito comunista prendesse parte ad un governo con la democrazia cristiana?
E questi si candidano con i carnefici dei propri cari...!
Vi invito ancora ad uscire dall'anonimato. In questo caso ancora di più. "Il Cannocchiale" è un link del sito del Partito Democratico (sotto "PD Network"). Dunque non c'è nulla da nascondere: è tutto alla luce del sole. Commentate, dite se vi trovate d'accordo o meno, non siamo in dittatura.
Sono in ogni caso candidature ambigue. ribadisco quello che ho già detto, io preferisco valutare l'operato del PD non in fase di campagna elettorale.
Certo mi aspettavo che presunti collusi rimanessero fuori del partito. Ma la linea è questa, e nuova stagione vuol dire anche accettare certe scelte. L'alternativa è uscire dal PD per (ri)creare tanti piccoli partitini. Fate vobis.
Rispondo all'anonimo.
Che il senso dello Stato non stia a sinistra è affermazione gratuita e facilmente contestabile.
Quando Togliatti nel 43 con la svolta di Salerno unì le forze della sinistra con quelle cattoliche e monarchiche contro il nazifascismo, quello era senso dello Stato, che va oltre gli interessi della propria parte politica per il bene comune.
Quando Berlinguer, agli inizi degli anni '70 pose con forza la questione morale (e se fosse stato ascoltato forse oggi avremmo un'Italia diversa), quello era senso dello Stato.
Quando il PCI prese con fermezza le distanze dal terrorismo di matrice di sinistra (ricordate Guido Rossa?) quello era senso dello Stato.
I tanti che a sinistra fanno da sempre politica senza alcun tornaconto personale, e adesso sono impegnati con il PD a contrastare il ritorno di Berlusconi (lui sì che avrebbe bisogno di qualche lezione di senso dello Stato..)lo fanno guidati dal senso dello Stato.
Quando Prodi fa una finanziaria rigorosa che risana il deficit ma gli aliena gran parte del consenso, quando Veltroni fa campagna senza insultare l'avversario per riportare un po' di sereno confronto nel paese, dimostarno senso dello Stato.
Mi risulta poi incomprensibile la critica a Rosa Calipari, che offenderebbe etica e morale avendo accettata la candidatura in un partito che è sempre stato contro la guerra in iraq: e perchè? Che la guerra sia stata un tragico e folle errore è ormai chiaro a tutti, anche agli americani, e lo sarà ancor di più agli occhi della signora Calipari, che ha vissuto con grande compostezza (e senso dello Stato) la sua tragedia.
Nella parte finale poi i nessi logici saltano del tutto: secondo l'autore il figlio del giudice Alessandrini si candida accanto ai carnefici del padre!!
Veltroni, D'Alema ecc erano sì in poltica trent'anni fa, ma oltre che giovanissimi, in quella sinistra che, come ho già ricordato, ripudiò con forza il terrorismo e lo combattè.
Evidentemente la pregiudiziale ideologica fa velo alla serenità del giudizio.
Comunque, "unicuique suum": a noi la D'Antona e la Calipari, a voi la Santanchè. Ci sta bene così.
Riccarda
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