


Berlusconi spavaldo. Non risponde, cazzeggia. E il peggio: il mondo occidentale è alle soglie di una crisi economica da far cadere i capelli (non i suoi!), l'Italia è il fanalino di coda.
Quali sono i suoi rimedi? Attacca a Di Pietro: «Si verifichi la laurea». «Chiedo al ministro dell'Istruzione se può sottoporre a custodia sicura i documenti che ci sono presso l'università e che attestino che Di Pietro abbia preso laurea. E chiedo al ministro della Giustizia di verificare i documenti con cui Di Pietro si è rivolto per sostenere il concorso. Non ha mai - dice l'ex premier - presentato un diploma originale di laurea, ma solo certificati diversi. Diversi in un caso per il voto di un esame e in un altro caso per la data. Di Pietro non solo mi fa orrore, ma è anche un bugiardo».
Peggio ancora di lui c'è chi gira il paese per applaudirlo. Per non parlare di chi lo voterà.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Fabio Fichi (coordinamento circolo)

3 commenti:
il nostro avversario alla fine non si autocontrolla più e sfoggia i soliti numeri da imbonitore bugiardo ed obsoleto.
Non so ovviamente come andrà a finire ma credo che in ogni caso la distanza sarà minima alla camera e che al senato la presenza dei "piccoli" condizionerà fortemente,in maniera imprevedibile, il risultato.
Vorrei piuttosto parlare dell'esperienza fatta volantinando alla stazione metro Laurentina:abbiamo davvero visto un altro paese fatto di emigranti e di italiani disillusi ed arrabbiati che hanno in gran parte abbandonato ogni speranza nelle possibilità che i loro problemi vengano mai risolti. Questa parte del paese non vota oppure vota a destra con rabbia ed odio contro tutti gli "altri" che ritiene responsabili delle proprie, attuali condizioni di vita.Di questi irrecuperabili o quasi vorrei che non ci dimenticassimo dopo, che cercassimo comunque delle azioni di recupero tese a rendere meno difficile la loro esistenza:lavoro,casa,salute anzitutto.
E' vero, ti passa davanti un'umanità sofferente che non puoi certo ricondurre al voto facendo appello al dovere civico o al senso dello Stato.
E di cui il PD dovrà farsi carico.
Purtroppo alla metro laurentina c'erano anche le signore con messaimpiega fresca che andavano al comizio di Berlusconi.
Tra le sue ultime esternazioni quelle che più mi indignano sono le lodi a Mangano, sue e di Dell'Utri: non credo siano battute casuali,ma un preciso messaggio al potere mafioso: votum non olet.
In una cosa B.ha ragione, siamo antropologicamente diversi: Veltroni il voto della mafia l'ha rigettato, a voce forte e chiara.
Spero che oggi la piazza sia piena, nonostante il maltempo: comunque vada Veltroni ci ha dato una speranza e merita un grazie.
Riccarda
Ieri sera in un paese europeo che non è europeo, si è svolto un dibattito elettorale che non è un dibattito. Infatti si chiama "ribattito", l'hanno inventato gli abitanti di quel Paese e (s)funziona così: uno dei due parla prima e l'altro dopo, in modo tale che il secondo può comodamente "ribattere" qualsiasi cosa detta in precedenza dal primo, che non ha controreplica. In pratica è uno "sconfronto" (dicesi sconfronto una forma di gioco tipica di quel Paese europeo-non-europeo: ad esempio a loro piacciono molto partite di calcio su campi non pianeggianti, in cui una squadra maramaldeggia in discesa e l'altra arranca in salita) mentre il "confronto" presuppone una parità di condizioni francamente noiosa e sgradita a quel popolo così estroverso e, soprattutto, diverso. Ebbene ieri sera in quel ribattito, in quel dialogo tra due monologhi così simpaticamente impari, il monologante sempre favorito dal sorteggio, quello a cui stranamente tocca sempre il piano di sopra nel condominio o nel vagone letto, quello che può buttare impunemente la spazzatura dall'alto, ha di nuovo stupito il suo popolo! Ebbene sì, signori, a lui questo si chiede e lui questo fa: stupire, cioè dimostrare che è facile, puerile, elementare, possibile realizzare imprese impossibili. Lui con le parole fa camminare i treni, modifica le regole dell'aritmetica, racconta favole incredibili e meravigliose per i suoi figli che adoranti, estasiati, ogni volta si coricano e gli dicono "papà, domani sera raccontaci ancora". E così iersera lui ha inventato per i suoi due bimbi, Noneuropeo e Noneuropea, la storia di un Paese ricchissimo e senza preoccupazioni finanziarie in cui un benefattore di nome Cornucopio distribuisce doni... proprio quei doni che i suoi bambini volevano: niente più ICI sulla casetta del Lego, niente più bollo sull'automobilina a pedali, un bonus di paghetta se continuano a giocare. Insomma è proprio un felice e spensierato Paese quel paese europeo che europeo non è, dove i dibattiti sono ribattiti e i confronti sono sconfronti; dove un papà Cornucopio fa addormentare i suoi bimbi felici ed ignari del fatto che là fuori il mondo è brutto, che un'influenza molto cattiva di nome "subprime" sta per arrivare e stanno per arrivare anche 100 milioni di orchi cattivi, e molto affamati, che non hanno nè casette del Lego nè automobiline a pedali.
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