Bisognava aprire gli occhi, prima di credere ancora ed andare a votare la “sinistra”, che inganna una forza buona del paese da sempre e che genera solo indignazione e delusione. Spero che le menti più ricettive siano giunte alla fine alla conclusione che non esiste più spazio di riforma democratica in un sistema refrattario e blindato dagli eccessi di un capitalismo senza regole, dalla disumanità della corsa ad un profitto fine a sé stesso coniugato in politica contro gli interessi della gente. E quindi abbandonino l’idea che l’apparato si possa autoriformare dall’interno, militando in queste organizzazioni a delinquere che sono diventate i partiti italiani (non è esagerato dirlo, basta guardare i processi e le accuse pendenti a carico dei loro esponenti, e tutto ciò che è stata la loro storia).L’aggravante del sistema italiano, con una forte presenza di malavita di elevata specializzazione ed istituzionalizzata sul territorio, l’esistenza (caso unico al mondo) di un’enclave straniera più forte in alcuni settori della vita sociale dello stesso stato ospitante ed opposta ai suoi interessi (e che viene invece dal popolo percepita grottescamente come una forza positiva), minerebbe paesi molto più solidi dell’Italia. Certamente un grosso male è la censura generalizzata e la riduzione della libertà di stampa, che fa deperire idee e consapevolezza nelle persone, anche se ho l’impressione che al massimo ormai gli italiani, come sono ridotti, ripeterebbero le opinioni di un po’ più di giornali di adesso spacciandole per proprie, ma non me li posso immaginare a formulare idee che non siano di massa. Il guaio è che ci hanno tagliato delle generazioni intere, diciamo dagli anni sessanta in poi, che non hanno avuto la possibilità di espressione di cui hanno goduto in altri stati esteri. La prova risalta nell’età anagrafica avanzatissima di cui soffre a tutti i livelli la classe dirigente nel sistema italiano. I figli del “benessere” stanno male, i loro nonni, tutto sommato, molto meglio: stanno concludendo un’esistenza che i loro nipoti non si potranno permettere. E un paese comandato da morenti non può certo brillare per dinamismo e scelte di investimento in un futuro che a loro non interessa perché non ci vivranno. Per cui il loro scopo è stare sulla cresta fino alla fine, raccontando le favole (che siano strutturate in un’ideologia o meno ormai non fa più alcuna differenza) senza avere la minima preoccupazione o remora riguardo termini ormai considerati obsoleti e senza peso morale come coerenza, responsabilità, dignità, onore e rispetto del proprio popolo.
Anche quello che la gente chiede ormai si è ridotto a volare rasoterra: una volta la politica si occupava di ideali generali, aveva visioni larghe, addirittura transnazionali, si ambiva a cambiare gli uomini, ad affermare diritti globali , si parlava di progresso e non di Pil, ora ci si accontenta di soluzioni di quartiere a compiti che dovrebbero essere amministrati da geometri comunali o vigili urbani. Per forza: l’economia s’è mangiata la politica, la buona e la cattiva, e l’ha trasformata in quello specchietto per allodole utile solo a far spettacolo, a far sognare la gente che crede di vivere in un sistema che non sia totalitario solo perché si va ancora a votare.
>>Giancarlo 8ria

3 commenti:
Finalmente! Finalmente qualcuno che dice qualcosa di sinistra su questo blog. Giancarlo non la conosco ma questo cazzotto è perfetto: un jab, in termini pugilistici. Del resto bisogna che qualcuno lo dica che non se ne può più. Le cose vanno maluccio in tutti i Paesi occidentali ma in Italia vanno malissimo, da far schifo; e nonostante questo una parte politica soccombente - anzichè proporre una diversa visione della società - si omologa sempre più a quella che ha fatto vincere il suo avversario. Io non so se e quando riproporre la nostra vera identità ci farà vincere, ma ricordo che anni fa un politico democratico americano, rimproverato dai colleghi di partito perchè proponeva temi troppo di sinistra e dunque... fuori moda, rischiando di perdere le primarie, rispose:
"indipendentemente da ciò che accadrà quest'anno, questa è l'eredità mia e dovrebbe essere anche l'eredità del Partito".
Leggendo il post di Giancarlo 8ria m'è venuto in mente un mio commento lasciato su questo blog due mesi fa. Scusate ma mi autocito: "Buona fortuna ragazzi che non avete l'aiutino. Buona fortuna a voi che siete migliori di chi vi passa avanti perchè ha lo zio prete o l'amico di papà con le mani in pasta. A voi che le buone intenzioni ce le avete, e tante, ma ve le sta facendo perdere questo marciume di primari figli di primari, di assunti parenti di dirigenti, di candidati amici di famiglia, di capolista senza capo nè coda, di giovani giustamente figli di anziani al posto giusto. Buona fortuna a voi: avrete per padre il precariato e per madre l'incertezza, cercherete per anni una sedia non ancora occupata, dovrete rimandare sine die il vostro dititto alla giustizia sociale, cioè a progettare e a realizzare, mentre altri vedranno realizzarsi progetti costruiti sulla vostra infelicità, in assenza sia di diritto che di giustizia sociale. Buona fortuna dunque a voi, ragazzi senza aiutino; vi separa da chi l'aiutino ce l'ha un continente di speranze coltivate, un oceano di speranze tradite".
"il più pulito c'ha la rogna!"!Luigi hai tutta la mia stima!
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