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sabato 14 giugno 2008

Dal Censis il nuovo rapporto sulla comunicazione in Italia

Dal sito del PD(http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=52591)

C’erano una volta la televisione, la radio e il giornale. Dal 7° Rapporto sulla comunicazione Censis/Ucsi presentato il 9 giugno 2008, basato su una indagine sull’uso dei media nei principali paesi europei, emerge infatti un notevole balzo in avanti nell'uso di internet da parte dei ragazzi tra i 14 e i 29 anni. I giovani italiani, infatti, fotografati dal Centro Studi Investimenti Sociali, si confermano grandi consumatori di prodotti informatici. Tra il 2003 e il 2007 l'utenza complessiva di Internet è passata dal 61% all'83% dei giovani.

La televisione, dunque, non è più da sola al centro del sistema, in quanto condivide sempre più una funzione di “snodo della comunicazione” con telefonino e internet. Negli ultimi anni, di fatto, Internet ha permesso la fruizione anche degli altri mezzi di comunicazione. Basti pensare che il 7,6% della popolazione attiva ascolta la radio via web e il 21,1% della popolazione legge le versioni online dei quotidiani.

Ma la vera rivoluzione digitale potrà realizzarsi compiutamente solo quando i nuovi mezzi di comunicazione digitale saranno in grado di trasformare l’intero ambiente comunicativo, trascinando con sé anche gli altri media. In Italia cresce l’intermedialità, ovvero l’abitudine a passare rapidamente da un mezzo a un altro, perfino a fare un uso contestuale di più strumenti di comunicazione. E l’apporto dei giovani, che contribuiscono allo svecchiamento della domanda dei media, concorre sempre più ad unire i confini tra le varie forme di comunicazione. Secondo il rapporto del Censis, infatti, Il 46% dei giovani italiani usufruisce di “diete mediatiche sofisticate” - audiovisive e digitali – una percentuale superiore a diversi paesi europei. Giovani e giovanissimi.

Ai primi posti nei media sentiti più vicini dai giovani europei nella loro esperienza quotidiana si trovano televisione, cellulare e internet, seguiti da radio, libri e quotidiani, sempre a livelli più alti di quanto registrato per le fasce d’età più elevate.

Internet è il futuro. In politica e fra i giovani.

>>>Fabio Fichi

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