Ho letto le emails del 20 e 21 Settembre e mi rifaccio vivo. Caro Fabio vedo le cose quasi dal tuo stesso punto di vista e mi complimento per quello che hai esposto. Molte sono le osservazioni che mi hanno colpito ma quella dalla quale tutti coloro che leggono potrebbero darci una mano a noi che veniamo definiti "senza entusiasmo, (della serie relativa alle etichette liberatorie) è quella relativa all'ultimo risultato elettorale che ci riguarda, laddove tu dici: "la mia delusione è grande, non perché abbiamo perso ma perché meritavamo di perdere". Provo invece tenerezza per Vanda che ci vorrebbe far tornare il famoso entusiasmo come se lo si fosse perso in quanto ci è scivolato da una tasca bucata e non perché abbiamo esposto alcuni dei motivi che ce lo hanno fatto svanire (e sui quali non mi sembra si ragioni). Io non chiedo ad altri di condividere i miei punti di vista, chiedo che mi si faccia un ragionamento che mi aiuti a capire se le ragioni, i fatti che mi hanno deluso sono immaginari, falsi o marginali. Certo quando leggo che "Le tue delusioni sono le delusioni di tutti" mi chiedo come e perché non si può perdere l'entusiasmo". Per fede?Poi una considerazione su "abbiamo vinto le elezioni per una manciata di voti". Vero, ma cara Vanda non è assodato che abbiamo (pardon hanno) dilapidato un vantaggio di qualcosa vicino ai 20 punti esistenti nell'autunno 2005? Ancora "non siamo riusciti a fare quello che volevamo, ma le forze erano quelle". Nei 20 mesi le liti, le incertezze, il cammino faticoso era di un'evidenza inequivocabile, perché hanno illuso il paese con le tante dichiarazioni rassicuranti, che negavano l'evidenza. Ricordi la certezza sul panettone e poi sulla colomba e poi invece paf! tutto si è rotto, lasciando tutti disorientati per la sicumera sicurezza delle parole e l'amarezza della realtà. Infine una cosa, cara Vanda, per me concettualmente non condivisibile e soprattutto politicamente pericolosa: "Le lamentele servono a poco". Io credo che mia sorella se fa una cosa male sia di maggiore sostegno e salvaguardia digliele le cose che non vanno, magari con affetto ma senza reticenze. Ed invece soprattutto negli assetti confessionali e religiosi non si può criticare, non ci si può lamentare. Anche in alcuni sistemi politici italiani (certamente nel passato, vedi ad es. il PCI nel quale non era affidabile colui che si lamentava, notava alcune contraddizioni evidenti, criticava e così via). Forse è sperabile che si cambi atteggiamento, anche se le capacità d'ascolto del PD sembrano viziate da sordità costituzionale. Sulla composizione dell'elettorato la cosa che più mi colpisce è la rilevante parte di Società Civile che non ha nessuna reazione nei confronti dei comportamenti scorretti, delle falsità dilaganti, dell'illegalità diffusa, della mancanza di etica, delle truffe gigantesche, dei cartelli sfacciati e via dicendo; dall'altra parte una porzione quasi insignificante di poveracci che tentano di "lamentarsi" di questa situazione. Infine una richiesta di conferma a Giorgio Lombardo. A me sembra di ricordare che nelle elezioni del 2001 il leader della coalizione di Centrosinistra fosse Rutelli e non Veltroni, o no? Giuseppe Merola
lunedì 22 settembre 2008
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