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giovedì 18 settembre 2008

Lettera a Velia

Cara Velia,

sono Fabio Fichi. Ho ricevuto la tua e-mail. Ora dubbioso mi chiedo: "SE NON SARA' IL PD SARA' ALTRO"? Che vuol dire? Intendevi dire che questo o quello, tanto non cambia nulla?
E che intendevi dicendo che il 14 non ci credevi, cioè, a cosa non credevi? Al fatto che Veltroni non ha accettato il confronto e si è scelto "avversari" da battere a mani basse?
Quello che è avvenuto, la trasformazione degli scenari politici, accaduta anche grazie a noi, questo è vero: la trasformazione del Pci in "cosa" e poi in Pds-Ds-PD. Ogni volta sperando che fosse la nascita di una nuova Italia, laica e moderna.
Oggi ci consideriamo ancora persone di sinistra. Ma abbiamo votato per il cattolicissimo Prodi, sicuri che fosse meno peggio di Berlusconi. Anzi, l'odio per il Cavaliere ha, fino a un certo punto, tenuto in vita una fede politica, anche se solo in negativo: era pur sempre qualcosa in cui credere. Abbiamo dato fiducia a D'Alema e Fassino, anche quando tentavano di scalare le banche. Ci siamo sforzati di credere nel PD. Anche se la principale preoccupazione dei "nostri" leader sembra quella di non dire o fare nulla che possa irritare il Vaticano e i vescovi, e chiarire che loro non faranno come Zapatero in Spagna. "L'Italia è diversa, in Italia non avrebbe senso togliere i crocifissi dagli uffici pubblici", ha detto Fassino poco tempo fa.
Ora ascoltiamo, con espressione vacua, Rutelli che afferma la necessità di "rilanciare il Partito Democratico".
Io, che non sono ancora genitore, rinfaccio a mio padre d'avermi dato una cultura politica ideologica e faziosa, trovo sbagliato dire a un bambino che la sinistra è "giusto", la destra è "sbagliato". Sì perchè il nostro voto, la nostra scelta, il nostro avallo, non va a una filosofia di destra o di sinistra, ma a dei politici che fanno delle scelte. Pubbliche e private. C'è chi si fa fare i pompini dalle pari opportunità, e chi se la fa coi
mafiosi pugliesi per placare il sindacato di cui fa(ceva) parte. C'è chi della politica non sapeva nulla e chi faceva finta d'essere comunista. C'è chi aveva l'amico stalliere e chi pitturava di blu le strisce dei parcheggi. C'è chi è fascista e chi (diciamolo!) fa affari coi palazzinari. C'è chi intasca soldi dalla sanità laziale e chi da quella abbruzzese. Chi apre una rete tv illegale, e chi lottizza quella pubblica. Eccetra eccetera eccetera. Le vogliamo dire queste cose ai nostri figli? Votare l'uno o l'altro non vuol dire essere di destra o di sinistra. Infatti non c'è ideologia nei loro atteggiamenti.
Ancora entusiasta?

Fabio Fichi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu